ITALO CALVINO

Italo Calvino è un autore che non si finisce mai di leggere. Si incontra da ragazzi, magari a scuola, e si pensa di averlo capito. Poi lo si ritrova da adulti e ci accorgiamo che i suoi libri non hanno smesso di parlare, anzi: hanno cambiato voce, come se fossero cresciuti insieme a noi. Questo è il segno dei classici. Calvino è ormai a pieno titolo un classico, eppure resta sorprendentemente attuale, fresco, capace di interrogare il presente meglio di tanti scrittori contemporanei.

L’incontro che la nostra scuola dedica a lui ha proprio questo obiettivo: raccontare le molte vite di Calvino, dal giovane partigiano che scrive nel dopoguerra, al narratore fantastico delle fiabe e delle trilogie, fino all’intellettuale postmoderno che riflette sulla letteratura stessa. Il tutto sotto la lente della ricerca, che l’autore ligure condusse seguendo il filo sottile della verità. (…)

(Leggi il resto della presentazione della serata, prossimamente pubblicato su BluNEWS)

Vi aspettiamo
venerdì 10 ottobre – ore 21.00.

GIUBILEO BALLERINI

Il nostro Collegio ha vissuto il suo Giubileo comunitario con un pellegrinaggio al Duomo di Milano, dove ha incontrato l’Arcivescovo S.E. Mons. Mario Delpini e partecipato alla messa giubilare da lui celebrata.

Nella conclusione della sua omelia («Voi, invece, costruite») ci invita a costruire noi stessi scegliendo la sincerità, la collaborazione e la perseveranza come strumenti.

12.09.2025: PRONTI, VIA!

Il pensiero del Rettore e gli auguri dell’intera Comunità Educante a tutti gli alunni del nostro Collegio per un anno scolastico ricco di esperienze, impegno, soddisfazioni, incontri, opportunità…
FORZA RAGAZZI!

Il saluto di inizio 2025-2026 del rettore, don Guido Gregorini

COMINCIARE A DIRE “NOI”

Con tanti desideri e propositi inizio sempre un nuovo anno scolastico! Quest’anno mi piacerebbe che crescesse in tutti – studenti, docenti, genitori e personale – un più grande senso di appartenenza al nostro Collegio Ballerini.
Al termine del ritiro spirituale dei docenti d’inizio anno ho fatto ascoltare la canzone di Gaber “L’appartenenza”, che offre interessanti spunti di riflessione. A un certo punto della canzone si incontrano queste parole che spiegano bene il significato della parola appartenenza: “Non è lo sforzo di un civile stare insieme / Non è il conforto di un normale voler bene / L’appartenenza è avere gli altri dentro di sé”.
Gaber sfida l’idea dell’individuo isolato, così pericolosamente diffusa nel mondo di oggi. La nostra identità non è un monolite solitario, ma un tessuto intrecciato con le vite degli altri. Siamo fatti della compagnia dei nostri amici, dell’educazione dei nostri genitori, della gioia dei nostri figli. Gli “altri dentro di noi” sono le radici che ci ancorano alla vita, i pilastri che ci sostengono nei momenti difficili e la fonte della nostra più autentica identità. Sentirsi parte di qualcosa non dipende da adesioni ideologiche, ma da chi portiamo dentro di noi.
Alla fine del brano troviamo una frase folgorante: Sarei certo di cambiare la mia vita / Se potessi cominciare a dire “noi”. Viviamo nella società dell’ego dove sembra prevalere il narcisismo e l’egoismo, dove ognuno insegue una sua immagine di felicità e un benessere personale. Spesso il rovescio della medaglia è tanta solitudine e infelicità. Che differenza di vita, invece, quando si smette di vivere per sé stessi e si inizia a portare gli altri dentro di sé, quando la parola “io” lascia spazio al “noi”. La vera ricchezza della scuola non sono le sue strutture, ma le persone che la animano. Sono loro che, unendosi, creano qualcosa di grande e unico: una vera comunità.
Perché questo senso di comunità possa fiorire, è essenziale che in tutti si coltivi il desiderio di incontrarsi, conoscersi, coinvolgersi, dare il proprio contributo. Come? Ci sono tante modalità:
Il primo invito è quindi quello di seguire le nostre newsletter settimanali: quella “verde” per rimanere aggiornati sugli eventi e le attività più importanti della scuola, e quella “blu” che offre un testo su cui riflettere ogni settimana.
Il secondo invito è partecipare il più possibile a tutte le iniziative che la scuola proporrà. Ce ne saranno molte, e non saranno rivolte solo ai ragazzi, ma anche alle famiglie: dalle feste alle serate culturali, dai momenti di preghiera al confronto con la scuola nei consigli di classe aperti.
Nel tempo ho compreso che la scuola è molto più di un semplice luogo di istruzione: è una comunità in cui condividere un tratto significativo della propria vita. Auguro a tutti di sentirsi parte dello stesso cammino!

BALLERINI IN FESTA 2025

Annuale Festa del Collegio con iniziative per tutte le età
Vi aspettiamo numerosi!

Grazie Papa Francesco!

La citazione è tratta dal
Discorso del Santo Padre Francesco al mondo della scuola italiana
(leggi il testo integrale)

CERCATORI DI SEGNI DI SPERANZA

SANTAPASQUA2025

CERCATORI DI SEGNI DI SPERANZA

In questi tempi cupi dove trovare segni di speranza?
Dove cercare quelle piccole fiammelle di luce che possono rischiarare il buio della storia?

Al Giubileo della Comunicazione Papa Francesco parlando ai giornalisti ha utilizzato un’immagine molto evocativa per ricordare la loro missione. Ha chiesto di essere “come i cercatori d’oro, che setacciano instancabilmente la sabbia alla ricerca della minuscola pepita”.

Anche noi siamo invitati a cercare instancabilmente quei frammenti dorati che si trovano nella nostra esistenza e nella vita del mondo.
È l’invito che rivolgo sempre ai miei alunni e ai miei docenti di cercare sempre quei segni di luce e di speranza che aprono il nostro cuore alla realtà e lo ridestano alla vita. La tentazione sempre in agguato è quella di lasciarsi prendere dallo scoramento e dal pessimismo.

Nel libro Le città invisibili di Italo Calvino, proprio al termine del viaggio che l’autore ci fa percorrere, troviamo questa frase folgorante:
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiano stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Non credo che l’inferno sia già qui.
C’è anche tanto bene e tanta bellezza intorno a noi.
Però è vero che a volte il male ci sorprende e ci stordisce e la realtà che ci circonda smette di essere luminosa e positiva. Per non soffrire ci rassegniamo. Oppure ci lasciamo prendere dalla lamentela, dalla polemica e dal pessimismo, non facendo altro che amplificare il malessere. Occorre un sussulto di vita, un ridestarsi coraggioso, uno scuotersi da tutto il male che ci circonda.

Cercare e saper riconoscere chi e che cosa inferno non è. Dicendo chi, e non solo cosa, Calvino sembra suggerirci che ci sono persone che a differenza della moltitudine, non si sono conformate a questo ambiente negativo; persone non rassegnate o incattivite dalla vita ma portatrici genuine di speranza. Calvino suggerisce anche il metodo per trovare nella realtà ciò che inferno non è: occorre attenzione e approfondimento continuo. Non si può essere distratti o superficiali. E poi: non solo riconoscere il bene, ma farlo durare e dargli spazio; cioè prendersene cura per farlo crescere nel tempo.

Esercizio cristiano sarà allora cercare di riconoscere nella nostra vita e nella vita del mondo quei frammenti di paradiso in terra, capaci di donare gioia e pace a chi li incontra. Prendersi cura di questi frammenti, come piccoli germogli da custodire e coltivare, perché nel tempo portino frutti.

In questo anno siamo invitati a guardare a Papa Francesco che uscito dall’ospedale e provato dalla malattia, avendo sperimentato da vicino il fiato della morte, ha ringraziato e rinnovato il suo sì deciso alla vita e al Signore. Congedandosi dal Policlinico Gemelli, al termine di un ricovero durato 38 giorni, ha rivolto questo messaggio:
“In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari, così come nelle attenzioni e nelle speranze dei familiari degli ammalati. Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”.

Cristo non è venuto ad eliminare la croce, ma ad illuminare di senso e di speranza persino la croce. A noi è chiesto di scorgere segni di risurrezione nella fatica e nelle prove di tutti i giorni. Per iniziare ad essere testimoni di speranza in ogni circostanza della vita.
BUONA PASQUA!

Don Guido Gregorini, Rettore del Collegio Ballerini

Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo fiorito, 1890, Vincent van Gogh Museum, Amsterdam
OPEN DAY MAGGIO 2025

Sabato 10 maggio il Collegio Ballerini propone un giorno di OPEN DAY per quanti sono interessati a conoscere la nostra scuola e la proposta didattica ed educativa 2026-2027. PROGRAMMA: mattina Primaria e Secondaria primo grado; pomeriggio Licei e Alberghiero.

Clicca la Scuola che ti interessa per accedere al modulo di prenotazione dedicato (prenotazione obbligatoria).

sabato 10 maggio 2025
– mattina –

sabato 10 maggio 2025
– pomeriggio –

Tommaso d’Aquino

San Tommaso, insieme a Sant’Agostino, è considerato il più importante filosofo e teologo della storia del cristianesimo, perché con il suo genio, il suo impegno, la sua spregiudicatezza ha saputo penetrare il mistero della realtà, l’enigma della vita, la verità di Dio e dell’uomo.
A 800 anni dalla nascita e 750 dalla morte, parlare di lui, conoscerlo, discuterne le idee e le dottrine, significa anzitutto decidere di incontrare, per la prima o per l’ennesima volta, un gigante dell’intelligenza umana e della fede.
Il Collegio Ballerini desidera celebrare Tommaso D’Aquino in questo importante anniversario. Per il nostro Collegio ha un valore aggiunto, perché San Tommaso è riconosciuto come il santo patrono delle scuole cattoliche.

Il Ballerini omaggerà il grande dottore della Chiesa con una serata culturale dal titolo: Tommaso d’Aquino. Un uomo di fede e di ragione. Un itinerario a Dio.
Interverranno come relatori il professore di filosofia Luca Frigerio, che illustrerà il genio filosofico di san Tommaso, e il rettore don Guido Gregorini, che si soffermerà sulla teologia e pedagogia del grande domenicano.

Ospite speciale dell’incontro sarà Stefano Parenti, psicologo e psicoterapeuta, autore di una recente pubblicazione dal titolo: Sulle spalle dei giganti. Psicoterapia nella prospettiva di Tommaso d’Aquino. L’autore in questo libro propone il recupero dell’antropologia tomista quale fondamento della pratica psicoterapeutica. Attraverso lo studio delle facoltà dell’anima, delle virtù che le perfezionano e della loro psicodinamica, come le descrive san Tommaso, è possibile comprendere le patologie dell’uomo d’oggi e aiutare i pazienti nella loro risoluzione.
Vi aspettiamo mercoledì 14 maggio – ore 21.00.

Formazione e Confronto

Confrontarsi e condividere, due verbi più che mai attuali e urgenti, per esprimere il bisogno che scuola e famiglia hanno in comune: trovare strategie efficaci per essere guide autorevoli e aiutare così i nostri bambini e ragazzi a crescere.
Con questo obiettivo e in uno spirito di aiuto reciproco, invitiamo genitori ed educatori a partecipare ai due incontri, ciascuno mirato per una fascia di età precisa, dove la dott.ssa Silvia Daccò, psicologa, ci aiuterà a verificare le strategie educative proprie del ruolo genitoriale o professionale di ciascuno.

Il primo incontro sarà mercoledì 2 aprile, alle ore 17.30 presso l’Aula Magna del nostro Collegio, ed è stato pensato per i genitori dei bambini dei primi anni della Primaria (1-2-3 Primaria).
Il secondo incontro, mercoledì 9 aprile, è indicato per i genitori dei ragazzi di 4 e 5 Primaria e delle Medie.
Vi aspettiamo numerosi!

L’universo, tra scienza e stupore

Mercoledì 5 marzo alle ore 21.00, presso il Collegio Ballerini, una nuova iniziativa organizzata da Collegio Ballerini e Associazione l’Umana Avventura: un’interessante serata di carattere scientifico, ma non solo, tenuta dal dott. Silvano Formenti.
Il titolo scelto è molto esplicativo rispetto ai contenuti dell’incontro: La bellezza dell’Universo. Lo stupore dell’uomo di fronte a una meraviglia senza fine.
Al relatore della serata abbiamo chiesto di scrivere qualche riga di presentazione.

Da bambino ero affascinato dal cielo stellato; ricordo l’impressione di quando dal balcone di casa vedevo la via lattea fissa sullo sfondo del cielo. Allora, negli anni 70, le stelle si vedevano ancora…
Crescendo non è mai venuto meno il desiderio di cercare le ragioni di questa bellezza così imponente. All’università ho studiato Fisica, ho coltivato la passione per l’astronomia, sono finito a fare un altro lavoro, ma non ho mai smesso di guardare il cielo e cercare di comprenderne il mistero.
Mi sono accorto che questa ricerca non era solo mia, ma ha attraversato la storia dell’uomo. Ora la vorrei proporre a tutti, specialmente ai più giovani, sperando di suscitare in loro lo stesso stupore che vivo io.
Già gli uomini preistorici guardavano ammirati l’imponenza del cielo stellato e cercavano di riprodurlo, come potevano, nella grotta in cui vivevano. Migliaia di anni dopo pittori e poeti, come Van Gogh e Leopardi, affascinati dal cielo stellato, lo rappresentavano nelle loro opere facendo emergere la domanda di senso: Ed io chi sono?. In questi ultimi anni la capacità tecnica di esplorare direttamente i corpi celesti più vicini e, con i telescopi recenti, le galassie più lontane, non ha esaurito la domanda, anzi… Di fronte a questo infinito che la scienza oggi ci mostra ancora più infinito, riecheggia la vertiginosa domanda: Io sono nulla in tutto questo?
La bellezza dell’universo si manifesta anche nel profondo, addirittura nelle immense strutture che i nostri occhi, per come sono fatti, non possono vedere. Le scoperte scientifiche più recenti ci mostrano dettagli prima invisibili dell’universo e ogni volta stupisce la fantasia, la varietà e l’intelligenza nascosta della natura. Ma ciò che meraviglia di più è l’ordine e la bellezza che affascina e attrae l’osservatore.
Per quanto siamo realmente un microscopico puntino sperduto nell’infinito, la bellezza che abbiamo visto in tutte queste immagini è la trama, la struttura di cui l’universo è fatto. E il solo fatto che soddisfi il nostro gusto estetico, significa che è fatto per noi, c’è un nesso tra noi e il tutto.
Siamo quel livello in cui la Creatura riconosce ammirata la Creazione e ne ricerca il Creatore.
Se questa infinita bellezza è donata a ognuno, ciò significa che ognuno ha un valore infinito, anche chi pensa di non essere intelligente, anche chi fa fatica è fatto per un destino grande e la bellezza del cielo è lì a testimoniarlo.

In un libretto che leggo all’ultimo mio figlio ho trovato questo concetto espresso in modo semplice ma profondo nella poesia di Gianni Rodari: Il cielo è di tutti.

È mio, quando lo guardo. / È del vecchio, del bambino, / del re, dell’ortolano, / del poeta, dello spazzino.
[…]
chi guarda il cielo per ultimo / non lo trova meno splendente.”