DONACIBO 2022

Carissime famiglie,
anche quest’anno la scuola aderisce alla proposta DONACIBO e, per il tempo di Quaresima, propone a tutta la scuola di donare un bene alimentare a favore del Banco di Solidarietà “Madre Teresa”. Con questo semplice gesto aiuteremo non solo le famiglie più bisognose del territorio, ma anche gli sfollati dell’Ucraina tramite la Caritas.

Da lunedì 21 marzo a venerdì 25 marzo gli alunni, entrando a scuola, potranno portare prodotti non deperibili (quali scatolame, tonno, olio, pasta, latte UHT, biscotti, caffè, zucchero, succhi di frutta, ma anche detersivi ed articoli per l’igiene personale e prodotti per l’infanzia) da depositare all’inizio della mattinata a scuola negli appositi scatoloni approntati ai tre ingressi: chiesa, portone, segreteria

Gli studenti di terza Alberghiero insieme agli alunni del Liceo del Club «I Care» saranno impegnati a portare avanti questo progetto, coordinati da alcuni docenti delle superiori.
Un semplice gesto che educa le giovani generazioni a sviluppare la responsabilità verso i più bisognosi e l’attenzione verso sé stessi, verso la società e verso il valore del cibo.

Grazie per la vostra collaborazione

Desidero esprimere il mio personale ringraziamento per la raccolta DONACIBO a favore delle famiglie bisognose e dei profughi dell’Ucraina.  Nella nostra scuola sono stati raccolti 570 Kg di generi alimentari che verranno distribuiti dal Banco di Solidarietà «Madre Teresa», mentre i prodotti per l’igiene e per l’infanzia sono stati consegnati alla Caritas cittadina per l’emergenza Ucraina.

Ringrazio gli studenti di terza alberghiero, gli alunni del Liceo del Club “I care” e quei docenti che hanno promosso e seguito l’iniziativa all’interno della scuola. Anche questi piccoli gesti educano i nostri ragazzi all’attenzione agli altri e alla responsabilità verso i più bisognosi.

Il Rettore

ERASMUS+

Il gruppo docenti del corso, al tavolo di lavoro e in visita ad Atene

Le nostre insegnanti Fabiola Galli, Fiona Lowton e Alice Salatin sono state selezionate per il progetto Key Action 1 (KA1), nell’ambito della formazione della Rete Eccellenza CLIL Lombardia di cui il Collegio fa parte da diversi anni. La proposta si svolge ad Atene e fa parte dell’iniziativa europea Erasmus+ ALI (mobilità).

Dal 14 al 18 marzo le nostre docenti seguiranno uno specifico corso, per approfondire tutti gli aspetti dell’insegnamento CLIL, ICT E STEAM. Si tratta di un ulteriore step nel percorso di aggiornamento da tempo intrapreso dai nostri docenti.
Tutti i settori del Collegio si stanno preparando adeguatamente per affrontare le novità didattiche della nostra scuola; la finalità è quella di offrire una proposta didattica ed educativa sempre nuova e rispondente alle nuove esigenze di apprendimento degli alunni.

KA1 Erasmus+ | CLIL – ICT – STEAM

ATHENS 14 – 18 March 2022

Vai al sito ERASMUS+

ARGOMENTI

  • Technology Enhanced Learning
  • Educational Apps for Smartphones & Tablets
  • Presentation of CLIL based Web2.0 & Web3.0 applications and tools used by students
  • Interactive Educational sets, simple Coding and Robotics
  • Hands-on exercises on how to implement Inquiry Based Learning, how to design and address the Scientific Method in your lesson
  • Video production, YouTube in Education, Digital Storytelling using video
  • STEM lessons focus on real-world issues and problems
  • CLIL methodology used in STREAM (Science, Technology, READING, Arts, Mathematics)
  • STEM lessons immerse students in hands-on inquiry and open-ended exploration
PREGHIAMO PER LA PACE

“Sarei contento, se si potesse immaginare questa cosa utopica, di andare là, sul confine, e camminare mettendoci tra gli avversari, dicendo il rosario in mezzo a questa desolazione, per dire che i cristiani cercano la pace”.
Ci uniamo al nostro Arcivescovo, Mons. Delpini che, con queste parole e un invito al digiuno e alla preghiera per la pace, accoglie l’appello di Papa Francesco.

BALLERINI DA 10 A EU CODEWEEK 2021

La partecipazione del Collegio Ballerini a EU CodeWeek 2021 ha ottenuto significativi riconoscimenti. In particolare a nostra scuola ha ricevuto la certificazione di Super Organiser. Requisiti per ottenere il certificato di eccellenza: 10 attività collegate (da 10 diversi organizzatori).
Questo successo conferma l’interesse e l’impegno messi in campo in Collegio nelle attività di coding e robotica, che sono diventate componenti fondamentali dell’offerta formativa di Primaria e Secondaria di primo grado e saranno parte integrante dell’approccio didattico STE(A)M, operativo dal prossimo anno nei nostri percorsi scolastici fino al Liceo.

Un sentito ringraziamento a tutti i docenti e i ragazzi che, fattivamente, ci hanno consentito di ottenere questi risultati.

Primi passi nel coding dei “piccoli” della Scuola Primaria

“VI HO CHIAMATO AMICI”

Il nostro Istituto, in collaborazione con gli altri Collegi Facec, con il Collegio Villoresi e con la Comunità Pastorale “Pentecoste” di Cesano Maderno, ha organizzato tre Webinar sul tema della Proposta Pastorale dell’Arcivescovo per l’anno in corso: “Unita, libera e lieta. La grazia e la responsabilità di essere Chiesa”.

Gli incontri prendono titolo “Vi ho chiamato amici” (Gv 15,15) e si svilupperanno in forma di riflessioni spirituali, tenute da altrettanti responsabili della Curia Arcivescovile, che ci accompagneranno nella lettura di brani del Vangelo di Giovanni, attorno al quale la Proposta Pastorale si sviluppa.

È un’occasione importante di formazione e di riflessione, offerta a tutti i genitori, ai docenti e più in generale alle figure educative che vivono le nostre Scuole e le nostre realtà pastorali. Invitiamo a dare la massima diffusione anche a familiari e conoscenti potenzialmente interessati.

Il collegamento può avvenire tramite QR-Code o Link in locandina (nella pagina o scarica pdf).

All’origine di un mondo nuovo

Alla fine di ogni anno nei giornali di tutto il mondo si pubblicano quelle che vengono considerate le foto più rappresentative dell’anno trascorso. Se dovessi individuare la foto dell’anno senza dubbio sceglierei la foto di un genitore afghano che consegna il suo bambino a dei soldati americani, perché lo portino in salvo, lontano da un paese precipitato nuovamente nell’inferno della violenza e del terrore.

Come possono un padre e una madre separarsi dal loro figlio, il bene più prezioso che hanno tra le braccia? Come può un genitore affidare ad altri il suo bambino, se non perché convinto che c’è di mezzo un bene ancora più grande? Una foto dunque struggente che ci fa riflettere molto.

Innanzitutto fin dove può arrivare l’amore. Amare significa voler bene al destino dell’altro più della propria vita. Questi genitori hanno compiuto il sacrificio più grande, quello di separarsi dal loro bambino, per poter dare a lui un futuro pieno di speranza.

Spesso dimentichiamo quanto siamo fortunati a vivere in un paese, che nonostante tutti i limiti e le imperfezioni di cui ci lamentiamo, ci permette di vivere una vita buona. Così come ci dimentichiamo di tanti altri doni che riceviamo in abbondanza ogni giorno: una vita serena, sicura, dignitosa. La tranquillità sociale, un benessere economico. Ma non solo: il dono grande della libertà in tutti i suoi aspetti. E poi l’educazione, la cultura, la vita sociale. Ma ancora: un mondo dove il rispetto dell’altro e la solidarietà verso i più deboli dovrebbero essere la regola del vivere insieme. E tanti altri.

Noi forse non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo nel vivere in un paese così, ma soprattutto abbiamo dimenticato che tutto è nato da quel piccolo punto della storia: Gesù bambino che nasce in una stalla. Quel Gesù che ha portato nel mondo la più bella e grande e pacifica rivoluzione: quella della verità e dell’amore, della giustizia e della libertà. Con Gesù, Dio fatto uomo, la persona, qualsiasi persona anche la più fragile e piccola, ha un valore assoluto, eterno. Con Gesù è iniziato un mondo nuovo.

Durante una cena con Farhad Bitani, scrittore afghano, autore del libro “L’ultimo lenzuolo bianco”, mi ha sorpreso che a un certo punto del discorso sul suo sfortunato paese sia uscito con questa frase: “L’Afghanistan ha bisogno della Chiesa”. Mi ha sorpreso una frase pronunciata da un uomo che fin da ragazzo è stato educato a considerare i cristiani infedeli e a concepire l’occidente una società decadente e immorale. Mentre nel nostro mondo occidentale c’è un accanirsi contro la Chiesa, e se non questo, di certo una mancanza di gratitudine e di rispetto per quello che la Chiesa fa, mi hanno molto colpito le parole di Farhad: “L’Afghanistan ha bisogno della Chiesa”. Farhad è rimasto musulmano, fedele all’insegnamento del Corano e di Maometto, ma racconta che solo attraverso il cristianesimo è diventato un buon musulmano e ha compreso la verità della sua religione. Ha poi continuato dicendo: “quando sono arrivato in occidente ho pensato che qui si realizzava il vero islam: la religione della pace e dell’amore”. E poi aggiunse “dove c’è cristianesimo c’è libertà, attenzione ai più deboli, amore verso gli ultimi, educazione dei fanciulli e rispetto delle donne, persino perdono per i nemici”.

Le feste Natalizie ci aiutino a non dimenticare mai, usando le immagini dei profeti, la cava da cui siamo stati tratti, la radice che ha reso fecondo l’albero della nostra vita.

Don Guido Gregorini, Rettore del Collegio Ballerini

Nelle immagini: i bambini nell’evacuazione di Kabul (foto da corriere.it e today.it) e “Natività di Gesù”, affresco e tempera di Giotto (1303-1305 – Padova – Cappella degli Scrovegni)
MELODIE NATALIZIE 2021

La Scuola di Musica Ettore Pozzoli augura BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO con le note di famose melodie natalizie suonate dai suoi allievi.

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Mini Stage Scuole Superiori

Il Collegio Ballerini di Seregno offre la possibilità, a tutti gli studenti di terza media interessati, di partecipare ad un’iniziativa di

MINI STAGE
SCUOLE SUPERIORI 

I ragazzi avranno modo di fare esperienza diretta della nostra Scuola, utilizzandone gli spazi di apprendimento per sperimentare attività laboratoriali nell’indirizzo a cui sono interessati.

Per prenotare la tua partecipazione e le date disponibili, cliccate sulle icone per accedere all’area scelta.

LA GIOIA DI EDUCARE ANCORA

Riportiamo il pensiero del nostro Rettore per l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022

Che cosa sta alla base dell’educazione?

I programmi che si fanno all’inizio di ogni anno sono indispensabili, ma non bastano per educare. Le regole sono necessarie per la vita di una comunità, ma non sono ancora abbastanza. Gli spazi, le risorse e gli strumenti sono utilissimi, ma ho l’impressione che non siano sufficienti.
L’educazione viene da qualcosa di più profondo e vero, qualcosa di imponderabile e nello stesso tempo di consistente.

Da dove nasce allora l’educazione?

L’educazione è figlia della gioia. Solo chi è felice educa, perché porta con sé un’abbondanza di vita buona che vuole essere comunicata.
L’ educazione nasce dall’amore. Solo chi ama educa, perché ha nel cuore una passione per il destino dell’altro che non lo fa rimanere mai fermo, ma attivo, prodigo di se stesso generativo.
L’educazione è frutto della speranza. Solo chi spera educa, perché ha la certezza che ciò che trasmette sia indispensabile per affrontare la vita e costruire un futuro migliore.

La scuola certamente è fatta di programmi, regole, metodi, spazi, strumenti ma senza la gioia, la speranza, l’amore non è possibile educare veramente.
Auguro agli alunni, ai docenti e a tutto il personale scolastico del Collegio Ballerini di vivere questo nuovo anno con una gioia grande, un amore instancabile, una speranza certa.
Allora sarà veramente scuola!

Il Rettore, don Guido

NEL RICORDO DI DON LUIGI SCHIATTI

UN SACERDOTE VERO

Prima ancora di arrivare al Ballerini avevo sentito parlare di quella strana coppia, il bianco e il nero, che guidava il prestigioso Collegio di Seregno. Arrivato al Ballerini nel 2011, da un anno don Luigi aveva lasciato il ruolo di rettore e ho faticato a far coincidere la persona che avevo accanto, un confratello anziano, ricco di sapienza, mite e gentile, con la figura che emergeva dai racconti di docenti e di alunni.
Certamente don Luigi è stato un rettore severo, esigente, autorevole. Rigoroso innanzitutto con sé stesso e poi con i suoi collaboratori. Ma era la prima facciata di don Luigi. Dietro si nascondeva un uomo che aveva compreso il segreto della gioia cristiana. Alla mia domanda come fosse riuscito a fare il rettore per 36 anni, mi rispose: “mi ha salvato l’essere prete”.
Ecco nel sacerdozio ritrovo tutta la verità della persona di don Luigi. Tra i tanti preti incontrati nella mia vita è stato colui che mi ha mostrato una più forte e sicura coscienza del suo essere sacerdote. Amava tutto quello che riguarda la vita da prete: pregare, meditare, adorare, celebrare messa, confessare, predicare. L’unica sua distrazione era qualche partita di calcio alla televisione, se non aveva impegni sacerdotali. In uno degli ultimi suoi appunti scrive: “ho vissuto i miei tanti, tanti anni di ministero sacerdotale con l’impegno di essere… “sacerdote”, cioè con il desiderio vivo di essere a servizio del popolo di Dio per quanto riguarda i rapporti con Dio”.
Amava la compagnia e aveva a cuore la fraternità sacerdotale. Ha vissuto gli ultimi anni circondato dall’affetto della famiglia Carrus, dalla devozione e dall’amicizia di tante persone, assistito in particolare dal suo fidato Antonio Mariani.
Apparteneva ancora a quella generazione di sacerdoti per cui la grammatica è una prova dell’esistenza di Dio. Da studioso difendeva la logica e la razionalità del pensiero cristiano, ma nello stesso tempo aveva un cuore di bambino che con una dolcezza infinita si affidava a Dio. Tra le ultime frasi che mi ha rivolto: “Eccomi! Ma come è difficile dirlo!”.
Si firmava prete felicissimo, e così lo voglio ricordare oggi che è in Paradiso nella gioia dei santi e dei beati.

Don Guido Gregorini, Rettore del Collegio Ballerini

Messaggi ricevuti

In molti, ognuno a proprio modo, hanno espresso il loro ricordo e il loro grazie. Ne riportiamo solo alcuni, fra i tanti…

Reverendo e caro Rettore don Guido,
mi arriva la triste notizia della morte di Mons. Luigi Schiatti. Rimango profondamente addolorato, perché eravamo intimamente amici e cordialissimi fratelli.
Già compagni di studi, insieme ordinati preti da S. Paolo VI, e poi educatori in Seminario a Seveso e a Venegono, abbiamo vissuto anni bellissimi, collaborando anche per alcune iniziative formative di contenuto teologico presso il caro Collegio Ballerini.
Partecipo al dolore dei Familiari e del Collegio da lui tanto amato e sapientemente servito.
Assicuro la mia preghiera di suffragio per la sua anima bella e gentile, ricca di generosa sensibilità pastorale e di attenzione alle vocazioni sacerdotali e religiose, e per il cristiano conforto dei parenti.     (Gervasio Gestori, vescovo) 

PRETE FELICISSIMO
Sono stato alunno (1974), docente (1988), vicerettore (1991) e preside (dal 2000 ad oggi) del Collegio Ballerini, che per me significa di don Luigi Schiatti.
Alunno dalla seconda media alla maturità: “terrore” degli alunni, temuto e rispettato anche dagli studenti delle superiori.
Docente: mi ha assunto lui: ottimo fiuto (forse esagero), enorme riconoscenza.
Vicerettore: capo esigente, vulcano di idee, sempre innovativo.
Preside: grande stima e fiducia, ricambiate reciprocamente.
In questi 47 anni ho apprezzato soprattutto l’uomo (forte, schietto e comprensivo) e il sacerdote (innamorato di Gesù e devoto a Maria). Don Lugi Schiatti, il Bianco, colore preferito il verde, segni particolari prete felicissimo, ora beatissimo!     (Roberto Pagani, Dirigente Collegio Ballerini)

UN RICORDO DEI DOCENTI DEL BALLERINI
Don Luigi ha sempre considerato il Collegio Ballerini la sua famiglia e la sua casa.
Per 36 anni è stato Rettore e anche dimesso l’incarico ha scelto di rimanere ad abitare in Collegio sino agli ultimi giorni. Un grande debito abbiamo tutti nei suoi confronti.
Ha svolto il suo compito di Rettore con forza, autorevolezza e rigore.
Temuto e rispettato da docenti e alunni, ha saputo prendere decisioni coraggiose facendo crescere il Collegio che giunse negli anni d’oro a superare i mille studenti. Più di trenta anni fa ha intuito la potenzialità dell’Istituto Alberghiero e ne ha fortemente voluto la nascita.
Chi l’ha conosciuto bene sa che dietro la forte personalità di don Luigi si nascondeva un sacerdote umile, dotato di grande generosità e profondamente animato dal desiderio di far amare Gesù. Ricercato confessore, guida spirituale, predicatore appassionato, sentiva l’urgenza di guidare le persone a Dio, distribuendo continuamente testi di spiritualità scritti da lui e mettendosi a disposizione per incontri personali o comunitari.
A noi docenti don Luigi ha insegnato l’importanza della correttezza, della serietà e dell’autorevolezza nel lavoro a scuola. Non solo. Ci ha educato alla ricerca dell’essenziale nel cammino spirituale e alla bellezza della vita cristiana. Lo ricordiamo soprattutto come prete felice, sacerdote che ha santificato con la sua testimonianza la vita di molti.

Un prete, veramente prete. Ora dal cielo avremo un altro “santo” da invocare: non solo il patriarca Ballerini, ma anche don Luigi Schiatti. (Gian Luigi Frova, ex-Rettore)

Caro don Luigi, la tua morte lascia un grande vuoto in tutti noi, ne è testimonianza la fiumana di persone che sono venute davanti la tua bara per porgerti un saluto e per dirti un “grazie” perché la fiammella che hai acceso in tanti cuori, forse anche inconsapevolmente, continua ancora a bruciare.     (Stefano Tramezzani, Vicerettore Liceo)

Caro don Luigi,
eri solito salutarci con un “Pregate per la mia conversione”, adesso siamo noi a chiedertelo, prega per la nostra conversione… e per tutto il tuo Ballerini!     (Elisabetta Silva, Vicerettore Primaria)

Don Luigi ha intuito la potenzialità dell’Istituto alberghiero e ne ha fortemente voluto la nascita. Ricordo che quando l’alberghiero ha compiuto i 25 anni di vita in uno scambio di battute fra noi dissi: “Chi l’avrebbe mai detto nel 1988? 25 anni …” e lui “Noi certamente …” ecco lo ricordo così… sorridente e felice.     (Giovanni Guadagno, Vicepreside Istituto Alberghiero)

Don Luigi è presenza nel cuore di tanta vita, di numerosi insegnamenti, di esempi, di consigli e di instancabile scuola di rettitudine morale e spirituale. La sua energia, ora avvolta e congiunta nell’eterna Essenza di Dio, sarà sempre il faro che aprirà la breccia con la luce della speranza, della fede e dell’Amore.     (Letizia Citterio)

Ci sono persone che nella vita di altre lasciano un segno indelebile: così Lei per me don Luigi.
Ho imparato lavorando con Lei l’importanza della correttezza, della serietà e da ultimo il valore dell’autorevolezza. Mi mancheranno le chiacchierate degli ultimi anni, mi mancheranno le Sue parole, mi mancherà la Sua presenza.     (Sonia Vanotti)

Chi l’ha conosciuto bene sa che dietro la forte personalità di don Luigi si nascondeva un sacerdote umile, dotato di grande generosità e profondamente animato dal desiderio di far amare Gesù. Non era raro vederlo, dopo le riunioni che terminavano tardi, prendere straccio e detergente per pulire il tavolo di lavoro, così da farcelo trovare splendente il mattino successivo. Missionario in patria, sentiva l’urgenza di guidare le persone a Dio, distribuendo continuamente testi di spiritualità e mettendosi a disposizione per incontri di formazione. A me don Luigi ha insegnato la ricerca dell’essenziale, nella vita spirituale e nel mio lavoro di docente, e mi ha educato alla bellezza della vita cristiana nella dimensione lavorativa.     (Sofia Mariani)

Ho conosciuto don Luigi ancora prima di arrivare in Collegio.
Ho conosciuto il sacerdote felicissimo innamorato di Gesù e di San Paolo, che mi ha insegnato l’importanza dell’essere testimoni, dell’essere sale della terra e luce nel mondo.
Poi al Ballerini ho conosciuto un don Luigi sotto la veste di sacerdote-imprenditore che, fino a che la salute gliel’ha concesso, è stato capace di intessere una rete con gli imprenditori di Seregno e di tutta la Brianza per il bene del Suo Collegio.
Ricordo il suo “ma io non me ne intendo di contabilità” che riusciva a far quadrare tutto e il suo “ma quando sarò in Paradiso!….”
Ora c’è e me lo vedo in compagnia di don Attilio (primo presidente Facec) che ci sorridono e che pregano per noi. Mitici!     (Loredana Galimberti)

Carissimo don Luigi,
non possiamo mancare, a modo nostro, a questo saluto che oggi le fa la Chiesa che è in Seregno.
Vogliamo dirle il nostro GRAZIE come comunità, perché non solo chi è stato da lei accompagnato al Carmelo sente il desiderio di esprimere una grande riconoscenza: il suo amore, infatti, si allargava a tutte le sorelle, con tanta simpatia anche per quelle che veniva a conoscere lungo gli anni.
Lei è sempre stato presente in modo discreto ma efficace. Ha accompagnato le sorelle fino alla porta di ingresso del monastero, sollecitando in loro la piena fiducia nelle formatrici a cui le affidava, rimanendo sempre disponibile anche da lontano con gratuità e distacco.
Il suo amore a Gesù era contagioso: non solo con le parole, ma proprio con la sua vita felice trascinava ad amarlo sempre più intensamente. Era bello il suo modo di mettersi accanto a chi accompagnava nello spirito con tanto ascolto, pazienza, e una misericordia piena di incoraggiamento. Trasmetteva lo sguardo del Signore che fa sentire amati, pacifica il cuore e spinge a passi ulteriori.
Continui a vegliare su tutti coloro che ha guidato a Gesù e non si dimentichi della nostra comunità. Grazie!     (Le Carmelitane scalze di Ferrara)

Don Luigi schiatti ha sempre considerato il testo scritto strumento indispensabile per il pensiero, innanzi tutto per dare ordine alle idee, fermandole in punti e passaggi, poi per poterlo conservare e diffondere, consentendo ad altri di percorrerlo e condividerlo. Per lui la scrittura è stato esercizio quotidiano, allenamento della mente, finché le forze glielo hanno permesso (e anche un po’ oltre…). Da questo costante lavoro, durante gli anni trascorsi da “Rettore emerito”, è nata la collana “Gocce”, agili libretti spirituali (autoprodotti) che potete trovare raccolti in versione digitale sul sito issuu.com.

Vi invitiamo a visitare la pagina di issuu anche in futuro. Infatti, nei prossimi mesi, la collana verrà integrata dagli ultimi scritti completati da don Luigi e lasciati ordinati e pronti per essere editati; renderli disponibili a tutti sarà anche questo un modo per ricordarlo.

Dal suo ultimo scritto sul mistero del Natale

«Sono un semplice sacerdote, anziano e senza specifiche competenze teologiche. Però ho vissuto i miei tanti, tanti anni di ministero sacerdotale con l’impegno di essere… “sacerdote”, cioè con il desiderio vivo di essere a servizio del popolo di Dio per quanto riguarda i rapporti con Dio. Così presenta il sacerdote la lettera agli ebrei: “Ex hominibus assumptus, pro hominibus costituitur in iis quaesunt ad Deum…”. È un latino facile: il sacerdote è scelto tra gli uomini (quindi è anche lui un uomo come gli altri) e ha il compito di curare i rapporti del popolo di Dio per quanto riguarda i rapporti con Dio stesso. Nella mia lunga esperienza sacerdotale ho costatato tante volte che uno dei compiti fondamentali del sacerdote è quello di aiutare i fratelli a conoscere la Parola di Dio e aiutarli a viverla con discreto impegno. E ad amare la Chiesa vivendo la vita stessa della Chiesa, che è prima di tutto la liturgia».

IL SUO TESTAMENTO SPIRITUALE

Un lungo e profondo “Grazie!” al Signore…
“…per il dono della vita e delle vicende umane (…): persone, ambienti, situazioni, fatti, avvenimenti e circostanze…”, per i suoi genitori e la sua famiglia.
“Il secondo grande motivo (…) è il dono divino del sacerdozio. È bello ed esaltante essere prete!”; per questo poteva firmarsi “prete felicissimo”.
“…per gli anni vissuti a Seregno, nel mio carissimo collegio Ballerini…”; era il 1982 e ancora molti sarebbero stati gli anni balleriniani. Noi lo ringraziamo per tutto l’affetto e la cura per la nostra scuola.

Abbiamo voluto riportare il documento olografo, pagina per pagina; l’ordine e precisione della scrittura consentono di cogliere pienamente l’attenzione e la puntualità del pensiero.