Breve storia

Il Collegio iniziava il suo cammino Arcivescovile nell’ottobre del 1898, per iniziativa di un giovane e attivissimo sacerdote seregnese, don Angelo Longoni (1866-1916), con il sostegno morale ed economico di altri sacerdoti e di numerose famiglie della cittadina brianzola. La prima, modesta sede era situata in un edificio del centro storico di Seregno, dove già era stato attivo per alcuni anni un collegio convitto fondato dal prof. Ciro Vanzo, che don Longoni acquistò in blocco con tutte le attrezzature didattiche. Essendo morto l’anno prima il Patriarca Paolo Angelo Ballerini, che fu Arcivescovo di Milano e che per motivi politici visse sempre fuori dalla sede arcivescovile, risiedendo a Seregno col titolo onorifico di Patriarca di Alessandria d’Egitto, il fondatore pensò di intitolare a lui il nuovo istituto.

Il Collegio, posto sotto l’egida dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari, che lo fregiò del titolo di “arcivescovile”, inaugurò i suoi corsi con 32 iscritti, incontrando subito il favore degli abitanti di Seregno e di tutta la Brianza, soprattutto quando, dal 1901, si trasferì nella nuova sede di Via Verdi, dove ancora oggi si trova.

Fuso nel 1901 con il Collegio S. Martino di Mozzate, il “Ballerini” si dotò presto di diversi corsi di studi (elementari, tecnici e ginnasiali), svolgendo anche, come tutti gli altri Collegi Arcivescovili, una funzione di tipo preseminariale. Nel 1909 le scuole tecniche furono trasportate al Collegio di Cantù, che iniziava la propria attività come succursale del “Ballerini”; ma già l’anno successivo esse tornavano nella casa-madre, per divenire infine comunali nel 1912.

Nel 1915, don Angelo veniva insignito del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia per i suoi meriti in campo educativo. Nell’agosto dell’anno dopo, morì improvvisamente.

Don Longoni lasciò il Collegio alle cure di don Paolo Colli (1916-25), seregnese e cugino del fondatore. Durante il suo intenso rettorato, la struttura del Collegio assunse un aspetto stabile; a lui si deve, inoltre, l’ampliamento degli edifici con la donazione della villetta di famiglia e l’edificazione della nuova cappella, nel luogo dove ancor oggi si trova. Prima di lasciare il Collegio, chiamato a ricoprire la carica di Superiore della Congregazione degli Oblati Vicari, don Colli cedette la proprietà del “Ballerini” all’Istituto S. Ambrogio per le Vicarie, dando stabilità economica e giuridica all’istituzione.

Dopo don Colli fu il turno di don Giuseppe Origo, protagonista di un rettorato di transizione (1925-29), breve ma denso di premesse che saranno sviluppate negli anni successivi. Tra il 1929 e il 1930 vedono la luce due importanti colonne della storia del Collegio: il periodico Voce Amica” e l’Associazione degli ex alunni, due realtà che rimasero attive fino a pochi anni fa.

Tra il 1929 e il 1945 si colloca il lungo rettorato di don Cesare Gilardi, che conferisce un assetto definitivo alle strutture e alle scuole del Collegio. Nel 1932 nasceva la Scuola Ginnasiale, limitata al triennio inferiore, parificata sette anni dopo; nel 1939 la popolazione scolastica del “Ballerini” raggiunse la cifra record di 420 iscritti. L’attività di don Gilardi deve attraversare gli anni difficili della guerra; negli ultimi mesi del conflitto il Collegio divenne punto di riferimento per la Resistenza a Seregno e in Brianza, grazie soprattutto alla figura di don Lino Mangini che, nonostante l’edificio fosse in gran parte occupato dai magazzini dell’aeronautica e da un presidio militare, gestì una fitta rete di rapporti con elementi della Resistenza e, nei momenti cruciali dell’aprile 1945, seppe evitare che l’assalto al “Ballerini” avesse un esito sanguinoso, consegnando l’intero magazzino, preservato dal saccheggio, all’autorità legittima. Salvò,infine dalle rappresaglie numerosi fascisti e si adoperò per favorire il ritorno a Seregno di molti reduci dall’internamento. Il comportamento coraggioso e autorevole di don Lino Mangini, che divenne poi Rettore del Collegio di Gorla, gli valsero il “Brevetto Alexander” e una Croce al Merito di Guerra.

Gli anni della ricostruzione e della ripresa economica videro Rettore al “Ballerini” don Ambrogio Alberio (1945-62), che nel 1948 celebrò il primo cinquantenario, in coincidenza con il riconoscimento legale del Liceo Classico; nell’ultimo anno di rettorato diede l’avvio all’Istituto Tecnico per Geometri, rimasto attivo fino al 1974.

Dopo di lui, don Marco Re (1962-74) dovette confrontarsi con le prime avvisaglie della contestazione giovanile e con la riforma della Scuola Media. Fu sua la decisione di ampliare l’edificio del Collegio, con la costruzione dell’ala meridionale di via Stoppani. Nel 1972 l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone conferì al “Ballerini” il diploma e la medaglia d’oro di “Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”.

Nel 1974 a don Re successe don Luigi Schiatti, primo sacerdote diocesano a ricoprire tale carica al “Ballerini”, che ha avviato una profonda azione rinnovatrice, mostrandosi attento ai mutamenti della società, ma nello stesso tempo rimanendo fedele alla tradizione. La chiusura dell’Istituto per Geometri, dovuta alla carenza di iscritti, fu compensata dall’inaugurazione del Liceo Scientifico (1975); già l’anno successivo ne veniva aperta la sezione femminile mentre, a partire dal 1980, il Collegio diveniva a tutti gli effetti “misto”. Grazie a questa profonda innovazione, proprio in quell’anno le iscrizioni superarono la fatidica soglia delle mille unità, rimanendo costantemente sopra tale cifra fino all’inizio degli anni Novanta.

Decisiva a tal proposito fu l’apertura, nel 1988, dell’Istituto Professionale Alberghiero, una assoluta novità per il “Ballerini”. Nel corso degli anni Ottanta anche l’aspetto del Collegio si rinnova grazie alla costruzione della nuova segreteria e delle aule di chimica, fisica e disegno, la risistemazione del cortile centrale, della biblioteca e della cappella; fiore all’occhiello di questo rinnovamento architettonico è, tuttavia, il Centro Sportivo, inaugurato nel 1992.

Dal punto di vista amministrativo, la novità è rappresentata dall’adesione, a partire dall’anno scolastico 1991-92, alla struttura della FACEC (Fondazione Ambrosiana per la Cultura e l’Educazione Cattolica).

Il 1998 segna le celebrazioni del primo centenario del Collegio, culminato nel pellegrinaggio a Roma e nell’udienza col Santo Padre Giovanni Paolo II. Nel 2001, in seguito alla riforma Berlinguer, alla scuola è stata riconosciuta la qualifica di “Paritaria” e l’ingresso a pieno titolo nel Sistema di Formazione Nazionale.

Nell’anno 2010 il Collegio vive il passaggio di testimone fra rettori: don Gianluigi Frova, proveniente dalla Parrocchia di San Carlo in Monza, succede a don Luigi Schiatti. Anche don Luigi Stucchi, appassionato Vicerettore del Collegio, lascia il Collegio per la parrocchia di Ruginello di Vimercate. Al suo posto arrivano al Ballerini prima don Fabio Saccon, seguito dopo un anno da don Guido Gregorini.

Il deciso impulso all’utilizzo degli strumenti digitali come supporto alla didattica (aule multimediali, connessione in rete dell’intera scuola, LIM – Lavagne Interattive Multimediali – in tutte le aule, uso dell’iPad nella Scuola Superiore, creazione di un sistema digitale di connessione e archiviazione con Google Apps Education), diversi progetti di internazionalizzazione, basati anche su una didattica bilingue, connotano la scuola in Collegio nel nuovo millenio, Collegio chiamato a ricoprire il ruolo di capofila in numerosi reti di scuole, pubbliche e paritarie e, partecipando a progetti in tutto il territorio nazionale.

Almeno quattro generazioni di sacerdoti milanesi sono passati dal Collegio o come studenti, o come prefetti o come superiori; ma numerosi sono anche i laici che al Ballerini hanno ricevuto una cultura ed una educazione radicate nel messaggio del Vangelo e della Chiesa. Scorrendo i registri scolastici di cento anni di impegno educativo, si incontrano nomi di sacerdoti illustri come don Angelo Paredi, poi divenuto Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, di artisti famosi come Lucio Fontana ed Ennio Morlotti, di personaggi che animano oggi la cultura e l’università, come Edilio Marelli, Claudio Scarpati, Carlo Annoni, Giuseppe Guzzetti, di uomini che, formati alla politica come servizio, hanno poi dato il loro contributo nella gestione della cosa pubblica, dal livello comunale a quello nazionale.

Bibliografia

  • D.F. Ronzoni, Il Collegio Arcivescovile “P.A. Ballerini” di Seregno 1898-1998. Un secolo di impegno educativo, Missaglia, Bellavite Editore,1998.
  • I Collegi Arcivescovili della Diocesi di Milano, a cura di S. Pelizzoni, “Quaderni Balleriniani” 9 (1998).